I Custodi del Lambrusco, una nuova associazione per tutelare il patrimonio antico di un vino

Il nuovo manifesto de I Custodi del Lambrusco
Siamo custodi dell’essenza più pura del Lambrusco… è questo il motto che, ventisei produttori del vino più rappresentativo dell’Emilia Romagna, hanno scelto per una nuova missione.
Sono bastati solo pochi mesi per metter le basi di una nuova associazione dedicata al Lambrusco, perché l’intento era comune: preservarne la tradizione e promuoverne la qualità.
I Custodi del Lambrusco hanno messo in atto una piccola rivoluzione, ma con un nobile fine, quello di elevare la dignità di un vino, molto conosciuto sì, ma talvolta sottovalutato. Il Lambrusco invece merita un ruolo di rilievo, a ragion veduta, ed il giusto posizionamento nell’olimpo enologico.
Le aziende vinicole che sono scese in campo fanno parte delle province di Modena e Reggio Emilia e sono accumunate dalla qualità dei loro prodotti, dalla passione e dall’orgoglio di produrre un vino famoso nel mondo.
E’ stato stilato un manifesto d’intenti che racchiude gli obiettivi che I Custodi del Lambrusco si sono prefissi; ovvero tutelare il territorio, la tradizione con uno sguardo al futuro, la professione e l’impegno per produrre un vino che sia identitario del territorio.
Il Lambrusco viene identificato in due grandi “famiglie” Grasparossa e Sorbara, legate al territorio di appartenenza, ma sono sei le identità del Lambrusco, tra cui il Montericco della zona di Albinea nel reggiano, da uve tardive, è delicato nei profumi, al palato e nel colore tendente al rosato.
Ci sono poi le cinque DOC:
- il Sorbara è il più delicato e aromatico, dal colore rosso rubino carico e con profumi di fragole di bosco e e fiori, al palato asciutto, fresco e vivace;
- il Salamino, da vigne generose nella resa, ha un colore rosso rubino intenso con riflessi violacei che si riflettono nella spuma, corpo moderato fresco e leggermente vinoso;
- il Grasparossa ha anch’esso un colore rosso rubino intenso che vira al violaceo ma al palato è armonico e fruttato con un’ acidità ben bilanciata;
- il Colli di Scandiano e Canossa identifica il lambrusco reggiano, ma in questa zona sono presenti anche Bianchi aromatici;
- il Reggiano viene prodotto da diverse varietà locali e tra le sue caratteristiche spicca la frizzantezza, la freschezza e componenti aromatiche giovani.
Ecco i Custodi del Lambrusco:
- Azienda Agricola Manicardi
- Azienda Agricola Messori
- Azienda Agricola Pezzuoli
- Azienda Agricola San Paolo
- Ca’ De’ Medici
- Cantina Divija
- Cantina Ventiventi
- Cantina Vezzelli Francesco
- Cantina Zucchi
- Cavaliera
- Cleto Chiarli Tenute Agricole
- Fattoria Moretto
- La Battagliola
- La Piana Vinery
- Le Casette
- Lini 910
- Marchesi Ravarino
- Opera02
- Podere il Saliceto
- Rinaldini Az. Agricola Moro
- Villa di Corlo
- Zanasi soc. agricola
A queste aziende dell’associazione de I Custodi del Lambrusco, si aggiungono quattro aziende che fanno parte dell’Associazione Donne del Vino delegazione Emilia Romagna, Cantine della Volta, Garuti Vini e Terraquilia e Venturini Baldini


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