Vinitaly and the City torna a Sibari: il vino protagonista nel cuore della Magna Grecia

Vinitaly a Sibari

Dal 18 al 20 luglio il Parco Archeologico di Sibari ospita per il secondo anno l’edizione calabrese dell’evento targato Veronafiere. Tra degustazioni, cultura e masterclass, la Calabria consolida il suo ruolo nel panorama vitivinicolo italiano.

    Dopo il debutto del 2024, Vinitaly and the City torna in Calabria e lo fa riconfermando una cornice che fonde storia, paesaggio e identità: il Parco Archeologico di Sibari. Dal 18 al 20 luglio 2025, la celebre manifestazione off targata Veronafiere animerà nuovamente uno dei siti più rappresentativi della Magna Grecia, trasformandolo in un palcoscenico d’eccellenza per il vino calabrese e i suoi interpreti.

    Un ritorno fortemente voluto dalla Regione Calabria e reso possibile grazie alla collaborazione tra Veronafiere, Arsac (Azienda Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura Calabrese) e i Parchi Archeologici di Sibari e Crotone. Dopo l’edizione sperimentale dello scorso anno, quella del 2025 si presenta come una conferma importante: non più un episodio isolato, ma un tassello strategico per valorizzare la vocazione enologica di un territorio che chiede, con sempre maggior voce, di essere ascoltato.

    «La Calabria – ha dichiarato il presidente della Regione Roberto Occhiuto – sta diventando un punto di riferimento per la qualità delle sue produzioni vitivinicole. Eventi come questo sono strumenti concreti di promozione del nostro patrimonio agricolo, culturale e turistico». Al suo fianco, l’assessore all’Agricoltura Gianluca Gallo, che sottolinea l’ambizione dell’edizione 2025: più cantine, un’area food ampliata, maggiore spazio alla cultura e alle esperienze sensoriali, «per raccontare l’identità enologica calabrese in tutta la sua ricchezza».

    L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato dare visibilità nazionale e internazionale al vino calabrese, ancora troppo spesso sottovalutato nonostante la qualità crescente delle sue etichette; dall’altro rafforzare il legame fra vino, territorio e patrimonio culturale, in una regione che custodisce storie millenarie e vitigni autoctoni straordinari.

    Non è un caso che il Parco Archeologico di Sibari sia stato confermato come sede dell’evento. Simbolo di una civiltà che già nel mondo greco celebrava la produzione del vino, l’antica Sybaris rappresenta un ideale punto d’incontro fra passato e presente. «Stabilizzare l’appuntamento a Sibari – ha affermato Filippo Demma, direttore dei Parchi archeologici di Crotone e Sibari – significa dare alla manifestazione uno spessore culturale unico. Per il territorio è un’opportunità preziosa di visibilità e crescita».

    Accanto alle degustazioni e alle masterclass, non mancheranno infatti momenti di approfondimento e iniziative collaterali: visite guidate al Parco, una mostra sull’olio nell’antichità, cicli di assaggi e confronti con produzioni contemporanee. Un programma pensato per coinvolgere tanto gli appassionati quanto i professionisti del settore, e offrire un’immersione completa nell’universo enogastronomico calabrese.

    Per Fulvia Caligiuri, direttrice generale di Arsac, l’edizione 2025 sarà anche «un’occasione per mostrare il volto autentico dell’enogastronomia calabrese: dalle numerose cantine partecipanti ai consorzi, fino ai piatti firmati dagli chef del territorio. Un’offerta variegata che rende il format “Calabria in Wine” sempre più riconosciuto anche a livello ministeriale».

    La sinergia tra pubblico e privato, uno dei punti di forza dell’iniziativa, è al centro anche delle parole di Federico Bricolo, presidente di Veronafiere: «Vinitaly and the City a Sibari non è solo un evento dedicato al vino, ma un modello di cooperazione virtuosa tra enti, imprese e comunità locali. Portare il vino in luoghi iconici del Paese è una strategia che genera valore aggiunto per i territori, e la Calabria ha tutte le carte in regola per diventare protagonista di questo racconto».

    Un racconto che – come sottolinea Adolfo Rebughini, direttore generale di Veronafiere – punta sempre più su esperienzialità, accessibilità e narrazione immersiva. E che trova in Sibari non solo una scenografia spettacolare, ma anche un luogo simbolico, capace di parlare di vino con il linguaggio della storia e della cultura.

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