Cantine del Notaio, la storia della Basilicata enoica

Aglianico del Vulture Cantina del Notaio

In quel territorio compreso tra la Puglia e la Campania, nella Basilicata settentrionale nasce l’Aglianico.

Alle pendici dell’antico vulcano spento da 130 mila anni , nasce l’Aglianico del Vulture, uno dei cinque vitigni più importanti d’Italia.

Il Vulture protegge e nutre un territorio unico nella sua struttura vulcanica e tufacea, accarezzato da correnti e temprato dalle escursioni termiche che danno a questo vino caratteristiche uniche.

In questa Basilicata rurale, famosa per i suoi prodotti tipici, genuini e un stile di vita “oraziano”, quindici comuni sono titolati alla produzione dell’Aglianico del Vulture con oltre una quarantina di produttori. 

L’Aglianico un tempo veniva portato in Campania e utilizzato da taglio, o usato come base per la sofisticazione al metanolo. Fino al 1971, quando ha ottenuto la DOC, nel disciplinare di produzione veniva chiamato “vino vecchio”.

Cantine del Notaio, la passione per il vino

Abbiamo scelto di raccontare la storia della Cantine del Notaio, una delle più famose e premiate.

Gerardo Giuratrabocchetti fonda nel 1998 a Rionero in Vulture Cantine del Notaio, per proseguire la passione del nonno che aveva destinato a lui i suoi vigneti. Il nome viene dal “mestiere” di famiglia, disatteso dall’ultimo erede che si è dedicato alla viticultura come le sei generazioni che lo hanno preceduto.

Così anche i nomi delle etichette dell’azienda sono stati accuratamente scelti nel lessico notarile e abbinato alle caratteristiche del vino.

Si inizia con “Il preliminare” vino d’ingresso bianco seguito da “Atto”, “Il repertorio”  “Firma”  “Il sigillo” che sono i quattro rossi. Arriva poi “Rogito”, un rosato e “La Stipula” che è lo spumante. Infine “Il Lascito”, anch’esso più volte premiato.

“Il Lascito” ed “Il Rogito” di Cantine del Notaio (Foto © Livia Elena Laurentino).

Quello che merita una visita è la cantina di affinamento, che a Rionero sono circa un migliaio, nel paese intero costruito proprio sopra le grotte tufacee. Qui a 4 metri sottoterra l’umidità resta constante tutto l’anno garantendo al vino nelle botti un’ottima conservazione.

Non è solo un luogo dove si custodiscono le botti per l’affinamento e la raccolta di tutte le annate prodotte, ma è un luogo ricco di testimonianze del passato con un singolare presepe testimonianza della vita del paese.

Grotte tufacee (Foto © Livia Elena Laurentino).

Cantine del Notaio
Via Roma, 159 – Rionero in Vulture (Pz)
www.cantinedelnotaio.it

Condividi questo contenuto: